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PERGOTENDA E ABUSO EDILIZIO

– PERGOTENDA CON VETRATE SCORREVOLI PER L’ATTIVITÀ DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE: QUANDO È EDILIZIA LIBERA E COME DIFENDERSI DA UN’ORDINANZA DI DEMOLIZIONE

Con la sentenza n. 5828/2025, il Consiglio di Stato (Sez. II) ha affrontato un tema di grande rilievo in materia di edilizia libera, abusi edilizi e ricorsi al TAR: la corretta qualificazione urbanistica di una pergotenda con chiusure laterali in vetro.
Il caso riguardava un dehor a servizio di un esercizio di ristorazione, oggetto di ordinanza comunale di ripristino per presunto ampliamento abusivo della superficie di somministrazione e creazione di nuovo volume.
La struttura presentava caratteristiche ben definite:
– una pavimentazione in gres porcellanato di dimensioni contenute (circa 3,50 x 7,70 m);
– una tenda retrattile in PVC, elemento principale dell’opera;
– una struttura portante in alluminio, con tre piantoni montanti (15×15 cm) e travi reggitenda (15×20 cm);
pannelli laterali in vetro scorrevoli su binari, inseriti nella struttura;
vetri di spessore ridotto (10 mm), non assimilabili a chiusure murarie;
– totale amovibilità dei pannelli, privi di opere murarie e facilmente estraibili;
assenza di isolamento termico conforme agli standard delle superfici chiuse;
– spazi di discontinuità tra i pannelli, tali da non garantire un ambiente stagno.
📌 Elemento decisivo: la struttura non determinava una trasformazione stabile e permanente dello spazio, né la creazione di un ambiente chiuso assimilabile a un locale interno.
Il Consiglio di Stato ha ribadito che, quando la funzione principale resta quella di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici e lo spazio conserva la propria destinazione esterna, l’opera rientra nell’edilizia libera ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. 380/2001 e del D.M. 2 marzo 2018 (Glossario edilizia libera).
Non si configura, quindi:
– aumento di superficie utile lorda (SUL);
– creazione di nuovo volume urbanisticamente rilevante;
– intervento subordinato a permesso di costruire.
La pronuncia è particolarmente significativa per proprietari immobiliari, imprenditori del settore ristorazione e tecnici destinatari di provvedimenti repressivi comunali fondati su una non corretta qualificazione dell’intervento.
⚖️ In presenza di un’ordinanza di demolizione o ripristino, è essenziale valutare tempestivamente la strategia difensiva: ricorso al TAR, richiesta di sospensiva e corretta ricostruzione tecnica delle caratteristiche dell’opera.
In materia urbanistica, la differenza tra struttura leggera amovibile e nuova costruzione non è formale ma sostanziale.
Una corretta impostazione tecnico-giuridica può evitare sanzioni, demolizioni e rilevanti danni economici.
QUI SOTTO È POSSIBILE SCARICARE LA SENTENZA IN PDF
Consiglio di Stato, Sezione II, Sentenza n. 5828.2025
SONO EVIDENZIATE LE PARTI SIGNIFICATIVE