Orari di apertura: 9:00-12:30, 16:00-19:30. Sabato e Domenica chiuso.
0541 783635

ORDINE DI DEMOLIZIONE

IL TERMINE DI 90 GIORNI SI SOSPENDE SE IL T.A.R. ACCOGLIE IL RICORSO?

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 7 del 31 luglio 2026, chiarisce un aspetto di grande rilievo pratico in materia di abusi edilizi: cosa accade al termine di novanta giorni previsto dall’art. 31 del d.P.R. n. 380/2001 quando il proprietario impugna l’ordine di demolizione ed ottiene una decisione favorevole dal giudice amministrativo?
Il caso:
il proprietario impugna l’ordinanza di demolizione davanti al giudice amministrativo;
nel corso del giudizio ottiene una misura cautelare oppure una sentenza di primo grado favorevole;
si pone il problema se il termine di novanta giorni continui a decorrere oppure rimanga sospeso durante il processo.
La decisione dell’Adunanza Plenaria:
il termine di novanta giorni previsto dall’art. 31, comma 3, del d.P.R. n. 380/2001 si sospende quando il proprietario ottiene una pronuncia cautelare oppure una sentenza di primo grado favorevole che impedisce, anche temporaneamente, l’esecuzione dell’ordine di demolizione;
il termine riprende a decorrere soltanto dopo la comunicazione di un successivo provvedimento giurisdizionale di segno contrario, che renda nuovamente esigibile l’obbligo di demolire;
il tempo già trascorso prima della sospensione conserva la propria efficacia e il termine continua a decorrere soltanto per il periodo residuo;
il Comune deve tuttavia verificare, caso per caso, se sia concretamente esigibile pretendere l’esecuzione dell’ordine nel tempo residuo ancora disponibile;
qualora il tempo residuo non sia sufficiente per consentire al proprietario di adempiere, l’interessato può chiedere all’Amministrazione la concessione di un ulteriore congruo termine per eseguire spontaneamente la demolizione;
resta inoltre salva la possibilità di presentare un’istanza di accertamento di conformità, qualora ne ricorrano i presupposti previsti dalla legge;
la soluzione adottata dall’Adunanza Plenaria evita che il proprietario subisca conseguenze pregiudizievoli per il solo fatto di avere legittimamente esercitato il proprio diritto di difesa davanti al giudice amministrativo e garantisce un equilibrato bilanciamento tra l’interesse pubblico alla repressione degli abusi edilizi ed il diritto del cittadino ad ottenere una tutela giurisdizionale effettiva.
Perché questa sentenza è importante?
La pronuncia risolve un contrasto interpretativo particolarmente rilevante nella prassi amministrativa. Il Consiglio di Stato afferma un principio destinato ad incidere su numerosi procedimenti repressivi, chiarendo che il termine di novanta giorni non può continuare a decorrere quando l’efficacia dell’ordine di demolizione è stata sospesa o comunque neutralizzata da una decisione favorevole del giudice amministrativo. Al tempo stesso, la Plenaria richiama il Comune a valutare concretamente la possibilità per il proprietario di adempiere, evitando applicazioni automatiche della disciplina.
QUI SOTTO PUOI SCARICARE LA SENTENZA IN PDF:
Consiglio di Stato – Adunanza Plenaria, 31 luglio 2026, n. 7
TROVERAI EVIDENZIATE IN GIALLO LE PARTI SIGNIFICATIVE