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AMMONIMENTO ILLEGITTIMO

RICORSO AL TAR CONTRO AMMONIMENTO DEL QUESTORE: QUANDO I CONFLITTI TRA VICINI NON GIUSTIFICANO IL PROVVEDIMENTO

Nel diritto amministrativo, l’ammonimento del Questore rappresenta una misura preventiva delicata, spesso utilizzata anche in contesti di conflitti tra vicini.
La sentenza del T.A.R. Emilia-Romagna (Bologna, n. 527/2026) chiarisce in modo netto i limiti di tale strumento, accogliendo un ricorso al TAR e annullando il provvedimento impugnato.
⚖️ Il caso riguardava presunti comportamenti molesti in ambito condominiale: rumori, discussioni, episodi verbali e tensioni tipiche dei rapporti di vicinato.
Il giudice ha però escluso che tali fatti integrassero i presupposti dell’art. 8 D.L. 11/2009, evidenziando l’assenza di condotte persecutorie, minacciose o reiterate.
📌 Principio giuridico fondamentale:
l’ammonimento del Questore non può fondarsi su semplici liti tra confinanti, ma richiede un’istruttoria rigorosa e un quadro indiziario serio, coerente e motivato.
In particolare, il T.A.R. ha ribadito che:
– i conflitti condominiali non equivalgono a stalking;
– le dichiarazioni unilaterali non sono sufficienti;
– serve una motivazione adeguata e proporzionata;
– l’Amministrazione deve evitare eccessi di potere e carenze istruttorie.
🏡 La decisione assume rilievo anche in materia di edilizia e urbanistica, dove le controversie tra proprietari (rumori, distanze, utilizzo degli immobili, immissioni) sono frequenti.
In tali casi, gli strumenti corretti restano quelli civilistici o tecnici, non provvedimenti amministrativi impropri.
🔎 Implicazioni operative per cittadini e professionisti:
chi subisce un provvedimento illegittimo può proporre ricorso per ottenerne l’annullamento, soprattutto in presenza di difetto di istruttoria o carenza dei presupposti.
QUI SOTTO È POSSIBILE SCARICARE LA SENTENZA IN PDF
T.A.R. Bologna, Sezione I, sentenza n.527.2026
SONO EVIDENZIATE LE PARTI SIGNIFICATIVE